
Sapori & tradizioni
Cicchetti veneziani
Non sono tapas, non sono un antipasto e non sono un pasto in miniatura. Sono… cicchetti.
Se entrando in un bàcaro sentite ordinare “un’ombra e due cicchetti”, state entrando in una delle abitudini più normali della vita veneziana. Sono piccoli assaggi da banco, nati per accompagnare un bicchiere e una pausa, non per seguire le regole di un pranzo completo.
Una tradizione da osteria
I cicchetti appartengono alla cultura dei bàcari e delle osterie veneziane. Da secoli piccoli bocconi accompagnano il vino e permettono di fermarsi, mangiare qualcosa e continuare la giornata senza trasformare ogni sosta in un pranzo seduti.
A cosa servono?
A niente di complicato: accompagnano un’ombra di vino o uno Spritz, tolgono un po’ di fame e soprattutto fanno parte del piacere di stare insieme. Uno, due, poi magari si cambia bàcaro. Se dopo cinque locali siete sazi, tecnicamente è diventata una cena, ma probabilmente non era quello il piano. 😄
Cosa puoi trovare sul banco
Baccalà mantecato, sarde in saor, polpette, crostini, folpetti, mozzarella in carrozza, uova, verdure, pesce fritto e preparazioni che cambiano da locale a locale e da un giorno all’altro.
Il cicchetto è un formato, non una ricetta
La caratteristica più importante è proprio questa: non esiste il menu universale dei cicchetti. Entra, guarda il banco e scegli ciò che ti incuriosisce. È molto più veneziano che arrivare con una lista rigida.
Il bacaro tour
Cannaregio, San Polo, Santa Croce e Dorsoduro sono solo alcune delle zone dove è piacevole passare da un bàcaro all’altro. Non serve inseguire dieci indirizzi famosi: spesso il locale che ti ispira durante la passeggiata è parte dell’esperienza.
Il consiglio di Marghera Venice Apartments
Non cercare di tradurre i cicchetti in tapas, finger food o antipasti. Dopo il primo bàcaro capirai perché a Venezia ci basta chiamarli cicchetti.
Approfondisci
Per informazioni soggette a variazioni consulta sempre la fonte ufficiale.
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